Una storia di latte diversa..una storia di latte speciale. Mamma Alice e Mattia

La nostra storia di latte inizia circa tre mesi fa e non è iniziata come succede alla maggior parte delle mamme..ma partiamo dall’inizio.. Il 30 maggio alle ore 23.40 i dottori hanno deciso di farti nascere, sei arrivato con un bel po’ di anticipo e anche se ce lo aspettavamo, non si é mai preparati fino in fondo. Eri uno scricciolo di 1050 g di peso, ma già dal tuo primo respiro hai dimostrato di essere un vero guerriero; e forse è anche questo che mi ha spinto a non mollare..sapevo che prima o poi il nostro momento e la “nostra storia di latte” sarebbero arrivati.. I giorni subito dopo la tua nascita non sono stati facili, non ti avevo ancora visto (se non in fotografia) e soprattutto non avevo vissuto il tuo avvicinarti a me come tante mamme mi avevano raccontato, non avevo sentito il tuo odore, non ti avevo potuto respirare e neanche stringere..il tuo papà ti ha visto passare alla velocità della luce ed è riuscito ad intravedere solo un piccolo braccino dall’incubatrice, quella che sarebbe stata per te, da quel momento, la tua nuova casetta calda. Il giorno dopo, al mio risveglio, è cominciata la “mia”storia di latte…come mi avevano detto ho iniziato a tirarmi il latte ogni 3 ore 10 minuti per seno, giorno e notte.. Il tuo papà faceva la spola tra me e l’ospedaletto per portarti quelle poche gocce di colostro che per te, per noi, erano oro.. Arriva il giorno delle mie dimissioni e ci organizziamo per poter continuare la mia storia con il tiralatte anche a casa, ma cosa più importante, finalmente ti avrei visto piccolino mio.. Dal 3 giugno ogni tre ore mi attaccavo a quella macchina e per me era un po’ come nutrirti e come esserci, anche se da lontano. Mi avevano detto che l’allattamento non sarebbe stato facile, che non era come si vede nei film..beh, così faticoso però non me lo aspettavo.. Ogni aspettativa che mi ero creata su quei momenti nostri era crollata..quante volte ho pensato di mollare, quante volte ho pensato di non farcela e altre volte, dopo l’ennesima febbre per quel maledetto ingorgo ero arrabbiata e ho detto :”ora basta!!” I giorni pero passavano e ogni mattina venivo a trovarti con la mia borsa frigo carica di latte..il tuo papà mi chiamava la mucca Lola e le infermiere della TIN quando mi vedevano sorridendo esclamavano: ” è attivata la Milka!!” La nostra storia di latte continua, se pur con qualche intoppo, ma sempre a distanza. Poi un giorno è il momento della svolta..mentre ti ho tra le mie braccia, un’infermiera vedendo la tua boccuccia cercare il mio seno mi dice:” mamma hai mai provato ad attaccarlo al seno? Guarda come ti cerca!! Resta ferma lì che proviamo” Che paura che avevo..pensavo che non ce l’avresti fatta tu così piccolino..staccati sondino e tubicini vari ti avvicini a me e, prima che io possa rendermene conto sei lì attaccato al mio seno come se lo avessi sempre fatto.. Ecco li per me il tempo si è fermato e per qualche istante siamo esistiti solo tu ed io. Ho avuto altri momenti di sconforto, altre febbri, dolori, diminuzione del latte ma mi bastava ricordare quell’immagine e tutto passava.. Grazie ovviamente al tuo papà che è stato capace di spronarmi nel momento giusto e che non mi ha mai fatto sentire inadeguata dicendomi che se avessi deciso di mollare sarebbe stato comunque fiero di noi..e grazie a Monica sempre pronta a rispondere alle mie mille domande e ai miei dubbi.. Finalmente il 19 luglio ti abbiamo portato a casa ed ora, a distanza di più di tre mesi da quando sei nato abbiamo quasi eliminato tutti i biberon; il tiralatte è ancora con noi forse anche solo un Po per scaramanzia!!!E non c’è niente di più meraviglioso che vederti attaccato a me e sentire quelle manine che mi accarezzano e mi pizzicano la pancia. Il vedere che a volte solo la tetta ti calma e ti addormenti tra le mie braccia non ha prezzo..il tuo sorriso e quella goccia di latte che ti scende dalla bocca quando con aria appagata ti stacchi e mi guardi sono di più di ciò che potevo immaginare Quindi il grazie più grande lo devo dire a te, mio piccolo Mattia, perché sei stato ciò che più di tutti mi ha invogliato a non fermarmi..riempi le mie giornate d’amore, di quell’amore che non pensavo neanche fosse possibile da provare e capisco che si, è vero, allattare non è così facile ma quando succede è qualcosa di così magico che vale tutte le difficoltà che si possono incontrare. Per finire faccio un in bocca al lupo a noi due perché per me la “nostra storia di latte” inizia ora e non avrei potuto desiderarne una migliore..una storia di latte un po diversa, una storia di latte speciale.