Fabbisogni Nutrizionali in Gravidanza: i Grassi

Fabbisogni Nutrizionali in Gravidanza: i Grassi

Nel precedente post avevamo discusso circa il fabbisogno proteico in gravidanza e circa gli alimenti con cui soddisfare tale fabbisogno.
Con questo post invece focalizzeremo l’attenzione sui grassi in gravidanza: la qualità dei lipidi assunti con la dieta consente di garantire il corretto sviluppo e la crescita, già a partire dal periodo prenatale, fino ai primi mesi di vita corrispondenti al periodo dell’allattamento. Il contenuto di latte in grassi dipende da una serie di fattori, tra cui, fondamentale, la fase della poppata.


Durante l’allattamento si ha liberazione dei grassi da parte dei depositi formatisi in gravidanza, soprattutto nei primi mesi, periodo durante il quale non sarà necessario modificare l’assunzione complessiva dei grassi, ma prestare particolare attenzione, invece, all’aspetto qualitativo., comprendendo nella propria alimentazione un corretto apporto di acidi grassi polinsaturi (PUFA). L’esposizione precoce ai PUFA, soprattutto della serie omega 3, ovvero EPA e DHA, influenzano positivamente lo sviluppo del feto e la regolazione epigenetica (ovvero circostanze esterne che influenzano l’espressione genica), con effetti benefici sulla prevenzione dell’obesità, insulinoresistenza e sindrome metabolica nel futuro adulto.

Il DHA , in particolare, è un importante costituente delle cellule cerebrali e delle cellule della retina, nonché positivo per la salute della madre, riducendone il rischio di parto prematuro nonché di depressione post partum.
Il DHA, come anche l’ EPA, viene definito “essenziale”, e quindi dev’essere assunto attraverso l’alimentazione; gli alimenti a più elevato contenuto di EPA e DHA sono rappresentati dai pesci grassi che vivono nei mari freddi, ragion per cui le popolazioni occidentali ne hanno un apporto insufficiente.

Uno studio italiano ha prodotto risultati che indicano dati secondo cui circa l’80% della popolazione non assume la quota giornaliera di EPA e DHA indicata dalle linee guida internazionali.
Un consumo che varia da 1-2 fino a 3-4 porzioni di pesce alla settimana apporta benefici allo sviluppo delle strutture cerebrali e retiniche del bambino, senza rischio di contaminazione da metilmercurio, a cui sono più soggetti i pesci di taglia grossa.

Il consiglio a gestanti, nutrici, ed in generale alle mamme attente alla corretta alimentazione , è quello di orientare la scelta verso pesci di taglia piccola, meno suscettibili ad inquinanti, come pesce azzurro tra cui sarde, alici, sgombro.
Di seguito, un’immagine relativa al contenuto di EPA e DHA in diversi pesci aiuterà in una scelta consapevole.

Grassi in gravidanza, la tabella con gli alimenti e le loro concentrazioni di EPA DHA OMEGA3