Il nostro primo Natale di latte?.

Era l’alba di una mattina d’estate, il temporale rompeva il silenzio e senza pensarci troppo decisi di fare quel test senza sapere che quel “+” avrebbe definitivamente cambiato la mia vita.
Lacrime di gioia e di paura… e tu eri lì ed in fondo, in fondo lo sapevo già.
Sei nata in una giornata di sole invernale… Con un parto dolce e bellissimo, con il tuo papà che ti ha aiutata a far capolino e che immediatamente si è innamorato di te. Ricordo te fuori di me… In un istante il pancione non c’era più, tu eri al mondo ed io da “doppia” ero diventata “metà”.

Solo ora mi rendo conto che non avevo ancora ben realizzato che tu eri quella Terremotina che non mi faceva dormire la notte e mi faceva passare le giornate a vomitare. Ti hanno messo sulla pancia, hai subito trovato la tetta e lì, in quel preciso istante, ho capito che l’idillio che mi ero immaginata non esisteva. Il dolore era insopportabile, il parto, a confronto x me, era stata una passeggiata, ma ho tenuto duro… “Passerà”, “devi fare il callo”, “la pupa si attacca bene”… Questo mi dicevano le ostetriche in ospedale… e così è cominciata l’ansia dell’orologio, del tempo che scorreva veloce che già dovevo attaccarti di nuovo. Tu poppavi ed io piangevo e pensavo che non avrei MAI potuto reggere dei mesi di allattamento così. Sono arrivate le ragadi, il tuo rifiuto di attaccarti, il tuo odio x il paracapezzoli… Il biberon e il latte artificiale… Ed avevi solo tre giorni. Piangevo sempre, perché mi sembrava di non saperti nutrire, perché avevo dolore, perché non volevi più attaccarti. Arrivò quella sensazione, quella di non essere una brava mamma, di aver iniziato male il cammino insieme. Tu volevi la tetta, io non potevo nutrirti, avevo paura di attaccarti, non ero capace di affrontare e superare quel dolore fisico, non ero capace di gestire il tuo pianto disperato. Papà era la nostra ancora… sempre paziente a calmare a te e rassicurare me. A cinque giorni dalla tua nascita, quando ancora non avevo la montata, ecco arrivare Monica

Rita Daniela e Lavinia

.. Una voce amica pur non conoscendola un granché… Parole di conforto, soluzioni concrete. “Tira latte”… e così inizio a sentirmi una “mucca” ed Inizia il nostro cammino di allattamento misto, ma non se ne parla di attaccarti, solo il pensiero mi fa paura… Chissa forse tu avresti gradito e probabilmente i tuoi pianti si sarebbero placati più in fretta, ma io avevo paura. Troppa paura del dolore! Monica si complimentava per i nostri progressi e Papà mi spronava a “mungermi” e io mi sentivo un po’ più mamma dandoti un po’ del mio latte, un po’ di me. Sono stati giorni difficilissimi piccola mia, ma siamo state fortunate, perché papà ci ha supportate e sopportate entrambe e così quel giorno è partito l’istinto: Ti ho attaccata. Era il 6aprile. Avevi un mese e un giorno e piangevi e non sapevo più come calmarti. Eravamo sole. Ecco arrivare quel dolore fortissimo, ma dopo due ciucciate è sparito. Tu ciucciavi serena, avevi smesso di piangere. Il tuo sorriso, la tua serenità il tuo addormentarti al mio seno. Non potevo crederci. Ci ero riuscita! Il tira latte mi aveva fatto il callo? Non lo so, io so solo che il tira latte è sparito nel giro di pochi giorni, che x me ogni scusa era buona per darti la tetta… Ti davo ancora le giunte, ma con lo svezzamento abbiamo accantonato definitivamente i biberon di latte “finto”. Chissà, ripensandoci forse avrei potuto far di più e far diventare il tuo allattamento esclusivo, ma va bene così… Sono felice, tu sei serena. Il momento buio è passato e noi siamo complici in questo momento tutto nostro che, senza il percorso consigliato da chi ne sa, e senza la pazienza e la comprensione oggi non avremmo . Oggi hai 9mesi, ciucci a colazione, per fare la nanna la sera e una serie di infinite volte la notte… Riuscirò mai a farti ridormire senza ciucciare tutta notte? Chissà… Questa è un’altra storia, ma per il momento ho intenzione di godermi ancora la nostra coccola di latte… Il nostro primo Natale di latte?